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Visti e relocation in Italia

Visto per lavoro subordinato in Italia

Il visto per lavoro subordinato Italia con il decreto flussi: la procedura del datore di lavoro, il permesso di soggiorno e il riconoscimento del titolo.

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Visti e relocation in Italia

Il cittadino extra UE che vuole lavorare come dipendente in Italia entra, di regola, attraverso il decreto flussi annuale. La via passa soprattutto dal datore di lavoro italiano e premia chi si muove per tempo con una pratica completa e preparata correttamente. Guidiamo sia il lavoratore all’estero sia il datore di lavoro in Italia, dalla prima verifica dei requisiti fino al permesso di soggiorno.

A che cosa serve questo visto

È la via ordinaria per il cittadino extra UE che viene in Italia a lavorare come dipendente di un datore di lavoro italiano. La base giuridica è l’articolo 22 del Testo Unico sull’Immigrazione e il canale principale è il decreto flussi annuale, che stabilisce quanti lavoratori entrano ogni anno e in quali categorie.

Il decreto flussi

Gli ingressi per lavoro subordinato sono contingentati ogni anno. Il decreto triennale adottato il 2 ottobre 2025 copre il periodo 2026-2028 e autorizza circa 165.000 ingressi l’anno, quasi mezzo milione nel triennio. Per il 2027 il decreto fissa 76.200 posti per lavoro subordinato non stagionale, di cui circa 14.000 per il lavoro domestico e di cura, 89.000 per il lavoro stagionale in agricoltura e turismo e soltanto 650 per il lavoro autonomo, con il quaranta per cento dei posti riservato alle lavoratrici. Le domande si presentano sul portale telematico del Ministero dell’Interno (Portale Servizi ALI), con accesso tramite SPID o CIE, e si aprono in date fisse, i cosiddetti click day, collocate tra gennaio e febbraio. Con posti limitati, il momento della domanda e la qualità della pratica pesano molto sull’esito.

Come funziona la procedura

Prima della domanda il datore di lavoro verifica presso il Centro per l’Impiego l’indisponibilità di un lavoratore già presente in Italia, come richiede l’articolo 22. Il datore chiede poi il nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione. Una volta rilasciato, il nulla osta resta valido sei mesi, entro i quali il lavoratore ottiene il visto di ingresso al consolato italiano ed entra in Italia. Entro otto giorni dall’ingresso il datore trasmette per via telematica la pratica allo Sportello Unico, si sottoscrive il contratto di soggiorno e il lavoratore chiede il permesso di soggiorno alla Questura. Dalla riforma del 2023 il permesso per lavoro subordinato dura fino a due anni con un contratto a termine e fino a tre con un contratto a tempo indeterminato, e durante la sua validità consente anche il lavoro autonomo, una volta acquisito il titolo abilitativo eventualmente richiesto, così un cambio di attività attende il rinnovo e non un nuovo visto. Il decreto e la sua circolare operativa fissano i tempi di ogni fase e per alcune cittadinanze si applicano verifiche aggiuntive prima del rilascio del nulla osta.

Il tuo titolo e i documenti

Quando il ruolo rientra in una professione regolamentata, il titolo estero va riconosciuto prima che il lavoratore lo assuma, e il riconoscimento segue il ministero competente per la professione. In ogni caso i documenti a sostegno della domanda, titoli e certificati, vanno legalizzati o apostillati e tradotti in italiano da un traduttore giurato. Prepararli in anticipo, nel Paese di origine, è ciò che tiene la pratica in movimento.

Ingressi fuori quota

Non ogni lavoratore dipendente rientra nelle quote. I professionisti altamente qualificati con Carta Blu UE e le categorie elencate dall’articolo 27 del Testo Unico, tra cui dirigenti e specialisti trasferiti all’interno di un gruppo, lettori e ricercatori universitari, traduttori e interpreti, infermieri assunti da strutture sanitarie, sportivi professionisti, artisti dello spettacolo e collaboratori domestici che hanno lavorato per la stessa famiglia all’estero da almeno un anno, entrano fuori dal decreto flussi, con regole e tempi propri, e quando il ruolo è altamente qualificato la Carta Blu è spesso la via più rapida e più sicura. Chi è già in Italia arriva talvolta al lavoro subordinato convertendo un permesso esistente invece di entrare con le quote. Il permesso per studio ottenuto per un corso universitario si converte in permesso per lavoro fuori quota e senza click day, purché sia ancora valido e vi sia un’offerta di lavoro effettiva, mentre il permesso per un corso di lingua non si converte. Il permesso per lavoro stagionale si converte in lavoro non stagionale ai sensi dell’articolo 24. La pagina sul visto per studio spiega tutto nel dettaglio.

Chi presenta la domanda del decreto flussi?

Il datore di lavoro italiano presenta la domanda sul portale ALI, direttamente o tramite un’associazione di categoria o un professionista abilitato. Il lavoratore, di solito ancora all’estero, prosegue con il visto di ingresso una volta rilasciato il nulla osta.

Che cosa deve essere pronto prima del click day?

Tutto. La pratica si precompila nella finestra che la circolare apre in anticipo e il giorno del click day le quote si assegnano in ordine di invio, così una pratica completata tardi perde il posto. Prepararsi prima della data fa la differenza tra un posto e un anno perduto.

Che cosa succede se il nulla osta è rifiutato?

I posti non utilizzati vengono ridistribuiti dopo un periodo stabilito e chi ha ricevuto un diniego ripresenta la domanda con il decreto dell’anno successivo, su una pratica corretta. Leggere il motivo del diniego e porvi rimedio è dove una domanda preparata con cura ripaga.

Come ti assistiamo, dall’estero e in Italia

Valutiamo se nel tuo caso si adatti la via delle quote o una via fuori quota, prepariamo e traduciamo i documenti e ci coordiniamo con il datore di lavoro per il nulla osta. Seguiamo poi la pratica in Italia attraverso il visto, il contratto di soggiorno e il permesso di soggiorno, così il lavoratore e il datore hanno di fronte un solo team per il titolo e per la procedura di immigrazione.

Riferimenti normativi: Articolo 22 del Testo Unico sull’Immigrazione, decreto legislativo 286/1998, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2025 (flussi 2026-2028), circolare congiunta n. 7185 del 1° ottobre 2026 con le indicazioni operative per il 2027.

Prepara il tuo visto per lavoro nel modo giusto

Ci parli del ruolo, del datore di lavoro e del suo titolo. Verifichiamo la via, prepariamo i documenti per tempo e seguiamo la procedura fino al permesso di soggiorno.

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