Visto per residenza elettiva in Italia
Il visto residenza elettiva Italia per chi vive di redditi privati stabili senza lavorare: il reddito da dimostrare, i documenti e il permesso di soggiorno.

Il visto per residenza elettiva è per il cittadino extra UE che vuole vivere in Italia con mezzi privati stabili, senza lavorare. Si adatta ai pensionati e a chi dispone di redditi consistenti da pensioni, immobili o investimenti. La via si regge sul reddito dimostrato e su documenti preparati e tradotti con cura, che seguiamo dall’estero fino al permesso di soggiorno.
A che cosa serve questo visto
Questo visto ammette il cittadino extra UE che intende stabilirsi in Italia mantenendosi con risorse proprie, e non con il lavoro. Il titolare vive di redditi ricorrenti e non svolge attività di lavoro subordinato o autonomo in Italia. Lo stesso visto è rilasciato al coniuge convivente, ai figli minori e ai figli maggiorenni a carico conviventi con il richiedente, purché i mezzi siano giudicati adeguati anche per loro.
Il reddito da dimostrare
Il richiedente dimostra redditi privati stabili e ricorrenti. La rete consolare italiana fissa l’importo in 31.000 euro l’anno per ciascun richiedente, coniuge compreso, così una coppia che chiede insieme dimostra l’intero importo per ciascuno dei due. Il reddito deve essere passivo e continuativo, da pensioni e rendite, da immobili di proprietà , da un’impresa stabile intestata al richiedente o da altri proventi costanti, mentre i redditi da lavoro dipendente non si contano. I consolati valutano le prove con attenzione e alcuni cercano un margine sopra la cifra, perciò l’importo e la documentazione si preparano tenendo presente il consolato specifico.
Nessun lavoro in Italia
Il permesso per residenza elettiva non consente di lavorare, né come dipendente né come autonomo, per un datore di lavoro italiano o estero. Chi intende lavorare in Italia segue invece una delle vie per lavoro.
Alloggio e documenti
Accanto al reddito, il richiedente documenta un’abitazione in Italia, con un atto notarile di acquisto o un contratto di locazione registrato già firmato, dispone di un’assicurazione sanitaria valida nello spazio Schengen e presenta le prove dei mezzi in buon ordine. Un semplice invito a soggiornare presso qualcuno non soddisfa il requisito dell’alloggio. I documenti rilasciati all’estero vanno legalizzati o apostillati e tradotti in italiano da un traduttore giurato, e una documentazione ordinata è spesso ciò che separa un accoglimento da un diniego.
Dopo l’arrivo
Dopo l’ingresso il richiedente chiede il permesso di soggiorno per residenza elettiva alla Questura e lo rinnova per tempo. Negli anni di soggiorno regolare la via apre la strada al soggiorno di lungo periodo. Il cittadino extra UE già in Italia con un permesso per lavoro o per motivi familiari che cessa di lavorare ha diritto a convertirlo in permesso per residenza elettiva alle stesse condizioni.
Come ti assistiamo, dall’estero e in Italia
Valutiamo il reddito e le prove rispetto alla prassi del consolato che tratta il tuo caso, raccogliamo e traduciamo i documenti e li presentiamo nell’ordine atteso dal consolato. Seguiamo poi la pratica in Italia fino al permesso di soggiorno.
Riferimenti normativi: Decreto interministeriale n. 850/2011, Allegato A, punto 13.
Stabilisciti in Italia con i tuoi mezzi
Ci parli dei suoi redditi e del luogo in cui intende vivere. Valutiamo le prove rispetto alla prassi del consolato, prepariamo i documenti e seguiamo la pratica fino al permesso di soggiorno.
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Inviaci il tuo titolo e indicaci la finalità per cui ti serve il riconoscimento. Valuteremo il percorso e seguiremo l’intera pratica, dai documenti fino alla decisione finale.
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