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Visti e relocation in Italia

Visto per ricongiungimento familiare in Italia

Il ricongiungimento familiare Italia ai sensi dell’articolo 29: quali familiari, reddito e alloggio, documenti di stato civile e traduzioni giurate.

Strada di cipressi tra i vigneti toscani
Visti e relocation in Italia

Il cittadino extra UE regolarmente soggiornante in Italia, con un permesso che lo consente, fa arrivare i familiari stretti attraverso il ricongiungimento familiare. L’esito dipende dal reddito, dall’alloggio e, soprattutto, dai documenti di stato civile che provano il legame familiare. Prepariamo e traduciamo quei documenti e seguiamo la procedura dal nulla osta fino al permesso per motivi familiari.

A che cosa serve questo visto

Il ricongiungimento familiare, disciplinato dall’articolo 29 del Testo Unico sull’Immigrazione, consente al cittadino extra UE già stabilito in Italia di essere raggiunto dai familiari stretti. I familiari ricevono un permesso per motivi familiari, che consente di lavorare e di studiare.

Quali familiari

Il richiedente deve possedere un permesso idoneo, il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo o un permesso di durata non inferiore a un anno per lavoro, protezione, studio, motivi religiosi o familiari. La via copre il coniuge non legalmente separato, i figli minori di diciotto anni non coniugati alla data della domanda, compresi gli adottati e gli affidati e con il consenso dell’altro genitore dove esiste, i figli maggiorenni a carico che per ragioni di salute non possono provvedere in modo permanente alle proprie esigenze essenziali, e i genitori a carico che non hanno altri figli nel Paese di origine, oppure i genitori ultrasessantacinquenni i cui altri figli non possono sostenerli per gravi e documentati motivi di salute, con un’assicurazione sanitaria o l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale per il genitore ultrasessantacinquenne. La posizione precisa di ogni familiare si valuta prima della domanda.

Reddito e alloggio

Il richiedente dimostra un reddito annuo non inferiore all’importo dell’assegno sociale, aumentato della metà dell’assegno per ogni familiare da ricongiungere, e non inferiore al doppio dell’assegno quando i figli minori di quattordici anni sono due o più, e il reddito dei familiari conviventi con il richiedente concorre al totale. Il richiedente dimostra anche un alloggio idoneo, con il certificato di idoneità alloggiativa del Comune o con l’idoneità igienico-sanitaria certificata dalla ASL, mentre per un figlio minore di quattordici anni che raggiunge un genitore basta il consenso di chi dispone dell’abitazione. Gli importi correnti si confermano sull’assegno sociale in vigore per l’anno.

La procedura

Il richiedente chiede il nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione presso la Prefettura del luogo di residenza, che acquisisce il parere della Questura e verifica il reddito e l’alloggio. Una volta rilasciato il nulla osta, il familiare ottiene il visto di ingresso per motivi familiari al consolato italiano, che verifica prima l’autenticità dei documenti che provano il legame, e dopo l’arrivo chiede il permesso per motivi familiari alla Questura. Se trascorrono novanta giorni dalla richiesta senza una decisione, il familiare ha diritto di chiedere il visto direttamente al consolato con la copia timbrata della domanda. La richiesta è respinta quando il matrimonio o l’adozione sono stati contratti al solo scopo di ottenere l’ingresso o il soggiorno.

I documenti che provano il legame familiare

È qui che il ricongiungimento si vince o si perde. Certificati di nascita, certificati di matrimonio e altri atti di stato civile rilasciati all’estero vanno legalizzati o apostillati e tradotti in italiano da un traduttore giurato. Nomi scritti in modo diverso da un documento all’altro, date discordanti e legalizzazioni mancanti sono la causa più comune di diniego, e correggerli dopo costa mesi. Preparare gli atti in modo corretto, fin dall’inizio, è il cuore del lavoro.

Come ti assistiamo, dall’estero e in Italia

Verifichiamo la posizione di ogni familiare, prepariamo e traduciamo con giuramento i documenti di stato civile e ne curiamo la legalizzazione o l’Apostille. Seguiamo poi il nulla osta, il visto e il permesso per motivi familiari, così il richiedente in Italia e i familiari all’estero hanno di fronte un solo team.

Riferimenti normativi: Articolo 29 del Testo Unico sull’Immigrazione, decreto legislativo 286/1998.

Porta la tua famiglia in Italia

Ci indichi chi intende ricongiungere e i documenti in suo possesso. Prepariamo e traduciamo gli atti di stato civile, curiamo la legalizzazione e seguiamo la procedura fino al permesso per motivi familiari.

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