Riconoscimento del titolo professionale estero
Riconoscimento del titolo professionale estero in Italia: a chi serve, cosa occorre e come procedere per esercitare una professione regolamentata

Hai un titolo professionale conseguito all’estero e vuoi farlo valere in Italia. Il riconoscimento del titolo professionale estero è ciò che ti consente di esercitare una professione regolamentata nel nostro Paese, trasformando la qualifica in un titolo spendibile davanti alle autorità italiane e agli ordini. Qui trovi a chi serve, cosa occorre e dove approfondire ogni passaggio.
A chi serve
Il riconoscimento riguarda chi ha ottenuto all’estero il titolo che abilita a una professione regolamentata e intende esercitarla in Italia, come cittadino italiano rientrato, cittadino dell’Unione europea o cittadino di un Paese terzo. Se la professione in Italia non è regolamentata non serve alcun riconoscimento, perché il titolo si spende liberamente. La prima verifica è quindi sullo status della professione.
Cosa ti occorre, in sintesi
Il riconoscimento si chiede al Ministero che vigila la professione, con un’istanza corredata del titolo abilitante, della documentazione sul percorso formativo e sull’esperienza e delle attestazioni richieste. La documentazione va tradotta da un traduttore ufficiale e, secondo la provenienza del titolo, accompagnata dalla Dichiarazione di Valore o dalla dichiarazione di conformità dello Stato di origine.
I casi più frequenti, per professione
Le professioni sanitarie, come medico, infermiere e fisioterapista, fanno capo al Ministero della Salute, con il requisito della conoscenza della lingua italiana. Gli avvocati fanno capo al Ministero della Giustizia, gli insegnanti al Ministero dell’Istruzione. Architetti, ingegneri, psicologi e le altre professioni ordinistiche fanno capo al Ministero competente per materia, con l’iscrizione all’albo come passaggio finale. In tutti i casi il riconoscimento prende la forma di un decreto.
Da dove cominciare
Il primo passo non è raccogliere documenti, ma individuare con precisione la professione e il Ministero competente, perché da lì dipendono la procedura, i documenti e i tempi.
Prima la professione, poi i documenti. Individuare la professione e il Ministero competente viene prima di tutto il resto, perché determina procedura, documenti e tempi.
Riferimenti normativi: direttiva 2005/36/CE, decreto legislativo 206 del 2007.
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